Tutte Le Lettere Per Rossana

Ngày đăng: 15-10-2021 | Lần cuối cập nhật : 15-10-2021

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Sempre che entrasse in casa, la trovava nella stessa posizione, http://gdp3.mksat.net/casino-bonus-immediato-senza-deposito/ ed ella si voltava sorridendo. Allora fu convenuto del prezzo, e il vecchio Gaspare si lasciò andare quasi volentieri fino alla miseria di cinque franchi il mese. Giorgio, che aveva resistito fino allora, riparando il violoncello col proprio corpo, a questa ultima osservazione si sentì vacillare, ed abbassò la testa. Ma dopo alquanti giorni l'Anna si stizzì davvero. Giorgio era venuto a casa con un violoncello da contadino, comprato per quattro lire in una cocomeraia. Il ragazzo era talmente sudato, che ella ne tremò.

La storia, è vero, ci riporta la visione di anni in cui la politica di alto bordo e la religione sono stati profondamente legati. Tuttavia la storia parla di macroeventi, di grana grossa, e della grana fine poco ci torna. Non dico di non avere una religiosità, anzi, ma veramente i tuoi discorsi hanno una lucidità che alla luce di quello che riporti (si perchè di tuo sacco spero ci sia poco o niente) è qualcosa di malato. Se non saprai dove andare, sappi che c'è una Mamma onnipotente per intercessione, che Gesù stesso ci ha consegnato e nelle cui mani siamo stati consegnati. “Nel vedere che il capo della Chiesa si sposta verso le loro posizioni, che sembra di comprendere e persino accettare”.

Ciao cara ragazza del secolo scorso, so che ti ritroverò, anche se con qualche lacrima, in quelle pagine che tanto mi hanno aiutata a crescere. “La ragazza del secolo scorso” è uno dei libri più belli che abbia letto, in assoluto. Intenso emotivamente e intellettualmente, restituiva lo spaccato di tutto un periodo storico ma anche tante vicende individuali, caratteri, personalità. Era un libro dove c’erano insieme la vita e il pensiero. Il libro di un’intellettuale militante nel senso più pieno di entrambi i termini.

Una intensa attività teorica, articolata sulla sua rivista, “Rendiconti”, che si colloca con originalità nel contesto del “marxismo critico”, con le ricerche avviate sulle questioni linguistiche e sociali, derivanti dall’emergenza del problema della “comunicazione”. E dà prova di questa autocritica e auto-dissacrazione all’interno stesso del testo, sulle pagine dei suoi lavori. L’elenco potrebbe proseguire allargandosi ai corollari più mediati di queste posizioni di fondo. Pur nella genericità di ogni formulazione, e sulla base delle sue risposte, apparirà che esse, nel loro insieme, anche nei loro risvolti provocatori e paradossali, definiscono con precisione la collocazione storica e poetica dell’autore.

La scomparsa di Rossana Rossanda lascia un vuoto dentro tutti noi. Mette davvero la parola fine su quel secolo del quale è stata ragazza. Quel che voglio ricordare qui ed ora sono proprio i due straordinari romanzi di formazione, il suo e quello del suo amato Karol, che accompagneranno noi e le generazioni a venire come testimonianza, incoraggiamento e sprone. Benedetto Calati a monte Giovi, insieme con Ingrao.

L'oscurità, che l'aveva protetto contro i pericoli del mondo permettendogli di vegetare prosperamente all'ombra come una pianta grassa, gli diventava una tenebra di prigione, fuori della quale il paesaggio ardente della vita spiegava la pompa delle sue decorazioni. Tutti erano felici intorno a lui, il giorno si occupavano dei propri affari, la sera andavano a teatro per divertirsi, mentre egli, accasciato tutto il giorno sotto l'incubo di se medesimo, doveva venirvi per diventare parte inavvertita del loro divertimento. Almeno la Patti aveva diecimila franchi ogni sera senz'essere schiava del pubblico.

  • Conoscevo Rossanda di fama, ma avevo scarsa conoscenza del ginepraio politico di allora.
  • Da lei ho appreso soprattutto che si può essere in minoranza senza sentirsi fuori da una storia comune.
  • Nell’epoca del web e dopo questi mesi di isolamento per il Covid, posso dire che rimpiango di non aver potuto ascoltarla e vederla da vicino.

Ci resterà sempre il rammarico di poter ancora leggere un suo ultimo articolo, mai l’ultimo. Rossana Rossanda è stata un punto di riferimento politico e culturale per i giovani studenti degli anni settanta. Poi nessuno si è distaccato da questa madre, che ha sparso i propri figli nelle posizioni più disparate della società. Di qualunque parte politica uno sia, davanti ad una DONNA così grande ci si deve inchinare per rispetto a quello che ha fatto per le donne, per la politica, per il Paese.

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